Esosomi vegetali vs esosomi di origine biotecnologica: differenze nella skincare

Esosomi vegetali e biotecnologici: differenze

Se ti stai informando sugli esosomi in skincare, avrai notato che nelle descrizioni dei prodotti compaiono definizioni diverse: esosomi vegetali, esosomi biotecnologici, esosomi da fermentazione, a volte esosomi "da cellule staminali". Sono la stessa cosa? Cambia qualcosa per la tua pelle? In questa guida mettiamo ordine: da dove vengono gli esosomi usati in cosmetica, cosa li distingue davvero, cosa si può e non si può usare in Europa e come leggere l'etichetta senza farsi confondere dal marketing.

Cosa sono gli esosomi

Gli esosomi fanno parte delle vescicole extracellulari: piccolissime "bolle" racchiuse da una membrana, che le cellule rilasciano e usano per scambiarsi molecole come proteine, lipidi e acidi nucleici. Le loro dimensioni si misurano in nanometri, cioè milionesimi di millimetro. Esistono negli animali, nell'uomo e anche nelle piante.

Nel mondo vegetale la terminologia è ancora in evoluzione. Una review sulle nanovescicole vegetali in skincare ricorda che la International Society for Extracellular Vesicles (ISEV), la società scientifica di riferimento, propone di chiamare "nanovescicole di origine vegetale" tutte le vescicole ottenute da tessuti vegetali, sia quelle rilasciate naturalmente dalle cellule sia quelle ottenute durante la lavorazione [1]. Nelle etichette e nella comunicazione cosmetica, però, si continua a usare quasi sempre la parola "esosomi". Se vuoi partire dalle basi, leggi la nostra guida su cosa sono gli esosomi in skincare.

Donna mostra il siero viso lyrA in primo piano
Il siero lyrA, con esosomi vegetali da pompelmo e anguria.

Le tre famiglie di esosomi in cosmetica

Quando un prodotto parla di esosomi, la prima domanda da porsi è: da dove vengono? In base all'origine si possono distinguere tre grandi famiglie.

Di origine umana

Vescicole ottenute da colture di cellule umane, per esempio cellule staminali. Sono quelle più citate nella medicina estetica e nella ricerca biomedica.

Vegetali

Vescicole ottenute da frutti, verdure o piante, come pompelmo, uva, limone o zenzero. Sono la categoria più diffusa nei cosmetici europei.

Di origine biotecnologica

Vescicole prodotte con processi controllati in laboratorio: fermentazione di lieviti o batteri, oppure colture di cellule vegetali. "Biotecnologico" descrive il processo, non la fonte: una vescicola può essere vegetale e biotecnologica allo stesso tempo, se viene da una coltura di cellule vegetali.

C'è un punto importante che riguarda la prima famiglia. Il Regolamento europeo sui cosmetici, il n. 1223/2009, elenca nell'Allegato II le sostanze vietate, e tra queste ci sono "cellule, tessuti o prodotti di origine umana" [2]. Per questo in Europa gli esosomi ottenuti da cellule umane non possono essere usati nei cosmetici. Una review del 2026 sugli esosomi nella cosmetica professionale sottolinea proprio che questo limite normativo ha spinto il settore verso fonti alternative conformi, come le vescicole vegetali e quelle di origine microbica [3].

Se trovi in vendita in Europa un cosmetico che dichiara "esosomi da cellule staminali umane", vale la pena chiedere chiarimenti al venditore: per un cosmetico non è un ingrediente consentito.

Esosomi vegetali

Le vescicole vegetali si ottengono da fonti botaniche. Gli studi ne hanno descritte da molte piante: una review sulle vescicole extracellulari in dermatologia cita, tra le altre, quelle da zenzero, pompelmo, uva, carota, arancia, fragola, broccoli e limone [4].

Perché interessano la cosmetica:

  • Fonti ampie e accessibili: si possono ottenere da frutti e piante comuni, senza bisogno di grandi impianti di coltura cellulare.
  • Nessun materiale di origine umana o animale, un aspetto importante sia per le regole europee sia per chi cerca formule vegetali.
  • Buona compatibilità: la ricerca descrive le nanovescicole vegetali come materiali con bassa immunogenicità, cioè con poca tendenza a scatenare reazioni del sistema immunitario [1].

I limiti sono altrettanto chiari. La composizione di una vescicola vegetale dipende dalla pianta, dalla parte usata, dalla stagione e dalla lavorazione: per questo standardizzarle è più difficile. E soprattutto la ricerca è ancora giovane. Una review del 2025 pubblicata sul Journal of Nanobiotechnology ricorda che, rispetto alle vescicole di origine animale, gli studi sulle vescicole vegetali sono ancora relativamente limitati, anche su aspetti di base come il modo in cui si formano [5].

Esosomi di origine biotecnologica

Con "biotecnologici" si indicano vescicole ottenute attraverso processi controllati: la fermentazione di lieviti o batteri, oppure la coltura di cellule vegetali in laboratorio, in condizioni sempre uguali. In questo caso il punto di forza è la riproducibilità: se le condizioni del processo sono costanti, anche le caratteristiche delle vescicole tendono a esserlo.

Anche qui però servono due precisazioni. La prima: un processo controllato rende il materiale più uniforme, ma non dice nulla, da solo, sull'efficacia del prodotto finito sulla pelle. La seconda: anche per queste vescicole la maggior parte delle ricerche è di laboratorio, e gli studi su cosmetici finiti, con molte persone e per lunghi periodi, sono ancora pochi.

Il confronto, punto per punto

Ecco le differenze principali, senza vincitori a tavolino: dipende da cosa cerchi e da come è formulato il prodotto.

Aspetto Vegetali Biotecnologici
Fonte Frutti, verdure, piante Lieviti, batteri o colture di cellule vegetali
Uniformità tra un lotto e l'altro Più variabile, dipende dalla materia prima Più facile da controllare
Origine Vegetale Microbica o vegetale, a seconda del processo
Ricerca sui cosmetici finiti Giovane Giovane
Consentiti nei cosmetici in UE Sì Sì, se non di origine umana

Cosa cambia davvero per la tua pelle

La domanda giusta non è "quale tipo di esosoma è il migliore", ma "questo prodotto è ben formulato per la mia pelle?". Un siero o una crema non sono fatti solo di esosomi: contengono acqua, umettanti, attivi, conservanti, a volte profumo. È l'insieme della formula a determinare come il prodotto si sente sulla pelle, quanto idrata, quanto è delicato.

Qualche criterio pratico per valutare un prodotto con esosomi:

  1. Origine dichiarata: il brand dice chiaramente da dove vengono le vescicole?
  2. Attivi di accompagnamento: ci sono ingredienti con un ruolo conosciuto, come acido ialuronico o niacinamide?
  3. Promesse misurate: diffida di chi parla di "rigenerazione", "effetto lifting immediato" o risultati garantiti in pochi giorni.
  4. INCI completo e leggibile, pubblicato sulla scheda prodotto.
  5. Tollerabilità: se hai la pelle sensibile, guarda se c'è profumo e quali altri attivi contiene.

Su un punto vegetali e biotecnologici sono uguali: nessuno dei due sostituisce le basi. Protezione solare ogni giorno, detersione delicata e idratazione restano il fondamento di qualsiasi routine.

Come leggere l'etichetta

Nell'elenco ingredienti, l'INCI, gli esosomi non hanno sempre un nome riconoscibile. Ecco cosa puoi incontrare:

  • Nomi che contengono "exosomes": esistono denominazioni INCI di questo tipo. Alcune indicano vescicole da cellule umane, per esempio da cellule staminali, e in Europa sono vietate nei cosmetici [2].
  • Estratti vegetali, come "fruit extract" seguito dal nome latino della pianta: spesso le vescicole vegetali sono comprese nell'estratto della fonte da cui provengono.
  • Fermenti, come "ferment" o "ferment filtrate" seguiti dal nome del microrganismo: indicano un ingrediente ottenuto per fermentazione. Non tutti i fermenti, però, sono esosomi.

Per questo, oltre all'INCI, conta quello che il brand dichiara nella descrizione del prodotto. Ricorda anche come è ordinato l'elenco: in Europa gli ingredienti presenti oltre l'1% sono elencati in ordine decrescente di quantità, mentre quelli sotto l'1% possono comparire in qualsiasi ordine. La posizione nell'elenco, quindi, dà un'indicazione solo fino a un certo punto.

Se vuoi approfondire da dove vengono e come vengono descritti gli esosomi nelle materie prime, leggi anche esosomi in skincare: come vengono ottenuti e cosa leggere in etichetta.

Gli esosomi nei prodotti Curamour

Tutti e quattro i prodotti Curamour contengono esosomi vegetali da pompelmo e anguria. In etichetta li trovi come Citrus paradisi (Grapefruit) fruit extract e Citrullus lanatus (Watermelon) fruit extract. Non contengono materiale di origine umana e non contengono peptidi.

Gli esosomi lavorano insieme ad attivi con un ruolo preciso, diversi per ogni passaggio della routine: acido ialuronico e niacinamide nel siero, niacinamide, acido ialuronico e oli vegetali nella crema, AHA nel tonico e nella mousse.

Pompelmo rosa e anguria freschi, le fonti degli esosomi vegetali Curamour
Pompelmo e anguria, le fonti degli esosomi vegetali Curamour.

Se vuoi iniziare da un solo prodotto, il siero è il passaggio in cui gli esosomi sono accompagnati dalla combinazione più ricca di attivi idratanti.

Flacone del siero viso lyrA Curamour su sfondo chiaro

lyrA, siero viso

Esosomi vegetali da pompelmo e anguria, cinque forme di acido ialuronico e niacinamide. Texture leggera, senza profumo. 1-2 erogazioni, mattina e sera.

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Domande frequenti

Gli esosomi vegetali sono meno efficaci di quelli biotecnologici?

Non ci sono studi che permettano di dirlo per i cosmetici finiti. I biotecnologici sono più facili da standardizzare, i vegetali hanno fonti più ampie e accessibili. Per la pelle conta soprattutto la formula complessiva del prodotto.

Si possono usare esosomi da cellule staminali nei cosmetici?

In Europa no. Il Regolamento sui cosmetici vieta cellule, tessuti e prodotti di origine umana, e quindi anche gli esosomi ottenuti da cellule umane.

Gli esosomi dei cosmetici sono come quelli della medicina estetica?

No. I trattamenti di medicina estetica seguono regole, modalità di applicazione e controlli diversi, e spesso usano materiali che nei cosmetici non sono ammessi.

Come faccio a sapere quali esosomi contiene un prodotto?

Leggi l'INCI e la descrizione del prodotto. Un brand trasparente indica la fonte delle vescicole; se non è chiaro, chiedi al servizio clienti prima di acquistare.

Gli esosomi vegetali vanno bene per la pelle sensibile?

In genere sono ben tollerati, ma per una pelle sensibile contano soprattutto gli altri ingredienti della formula, come profumo ed esfolianti. Il siero lyrA non contiene profumo; crema e mousse sì.

Questo articolo ha scopo informativo. Approfondimenti: cosa dice la ricerca sugli esosomi, domande frequenti sugli esosomi.

Di Lorenzo Mugnai

Fonti

  1. Molecular mechanisms and translational potential of plant-derived nanovesicles in skin care and regeneration. PMC13562905.
  2. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici, Allegato II. EUR-Lex.
  3. Review sugli esosomi nella cosmetica professionale. Cosmetics, 2026, 13, 131. doi:10.3390/cosmetics13030131.
  4. Review sulle vescicole extracellulari nelle malattie della pelle, con focus sulle vescicole vegetali. PMC8434831.
  5. Plant-derived exosome-like nanovesicles in dermatology. Journal of Nanobiotechnology, 2025. Leggi l'articolo.
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