“Esosomi” è una parola che oggi compare su molte confezioni di creme e sieri. Dietro lo stesso termine, però, possono esserci ingredienti molto diversi per origine e lavorazione. In questa guida vediamo cosa sono gli esosomi, da dove possono provenire, come vengono separati in generale nei laboratori, come vengono descritti nella ricerca e, soprattutto, cosa puoi controllare davvero quando scegli un cosmetico.

Cosa sono gli esosomi
Gli esosomi sono piccolissime vescicole, cioè “sacchetti” delimitati da una membrana, che le cellule rilasciano nell'ambiente esterno. Fanno parte della famiglia delle vescicole extracellulari e hanno dimensioni nell'ordine delle decine di nanometri: migliaia di volte più piccole dello spessore di un capello.
Li producono le cellule animali e umane, ma anche quelle delle piante. Quando provengono da frutti, foglie o altre parti vegetali si parla spesso di vescicole di origine vegetale. La ricerca li studia da anni per capire come le cellule “comunicano” tra loro; in cosmetica il loro uso è più recente.
Da dove provengono gli esosomi usati in cosmetica
Di origine vegetale
- Ottenuti da frutti, foglie o altre parti delle piante
- In etichetta compaiono spesso come estratto della pianta di origine
- Sono la categoria usata nei prodotti Curamour
Di origine biotecnologica
- Ottenuti da colture cellulari in laboratorio
- Il nome in etichetta dipende dalla coltura e dal processo
- Richiedono una produzione molto controllata
Nell'Unione europea i cosmetici non possono contenere cellule, tessuti o prodotti di origine umana: lo prevede l'Allegato II del Regolamento (CE) n. 1223/2009. Gli esosomi che trovi nei cosmetici venduti in Italia sono quindi di altra origine.
Le differenze tra vescicole vegetali e biotecnologiche le approfondiamo in esosomi vegetali e biotecnologici.

Come vengono separati, in generale
Separare vescicole così piccole da tutto il resto è un lavoro di laboratorio. Nella letteratura scientifica sono descritte diverse tecniche, che spesso vengono combinate tra loro. Le riportiamo in modo generale, per capire di cosa si parla quando leggi questi termini.
Centrifugazione ad alta velocità
Il campione viene fatto ruotare a velocità crescenti: le particelle più grandi si depositano prima, le vescicole più piccole solo alle velocità più alte. È una delle tecniche storiche della ricerca, ma richiede tempo e strumentazione dedicata.
Filtrazione e ultrafiltrazione
Membrane con pori di dimensioni definite trattengono o lasciano passare le particelle in base alla loro grandezza. Esistono varianti pensate per volumi più grandi, come la filtrazione a flusso tangenziale.
Cromatografia per esclusione dimensionale
Il campione attraversa una colonna di materiale poroso: le particelle si separano in base alle dimensioni, perché quelle più piccole percorrono un tragitto più lungo.
Precipitazione e separazione per affinità
Alcuni metodi usano polimeri che fanno “precipitare” le vescicole, altri sfruttano molecole presenti sulla loro superficie per catturarle in modo selettivo.
Ogni tecnica ha vantaggi e limiti in termini di purezza, resa e costi. Per chi acquista un cosmetico, però, queste informazioni raramente sono verificabili: per questo è più utile concentrarsi su ciò che il produttore dichiara in modo trasparente.
Come vengono descritti e controllati
Nella ricerca, dopo la separazione, le vescicole vengono “caratterizzate”: se ne misurano dimensioni e quantità, si osservano al microscopio elettronico e si cercano alcune proteine tipiche della loro membrana. Sono passaggi importanti per gli studi scientifici, che però non compaiono sulle etichette dei cosmetici.
Per un cosmetico, i controlli che contano per chi lo usa sono altri: la valutazione della sicurezza del prodotto finito, i test svolti sul prodotto (per esempio il test dermatologico) e la notifica al portale europeo dei cosmetici, il CPNP.
Dalla materia prima al prodotto finito
Un ingrediente come gli esosomi arriva al laboratorio cosmetico sotto forma di materia prima, spesso già dispersa in una base acquosa o in un solvente cosmetico. Il formulatore la inserisce poi nella formula insieme agli altri ingredienti: idratanti, emollienti, tensioattivi nel caso di un detergente, conservanti e così via.
È il prodotto finito, non la singola materia prima, a essere valutato per la sicurezza e testato. Per questo, quando leggi di un ingrediente “innovativo”, è sempre utile chiederti come lavora insieme al resto della formula e come si usa il prodotto nella routine.
Cosa leggi in etichetta
La lista ingredienti di un cosmetico (INCI) riporta i nomi degli ingredienti in ordine decrescente di quantità, fino all'1%; sotto questa soglia l'ordine è libero. Gli esosomi non hanno un nome INCI unico: spesso compaiono come estratto della pianta o del frutto da cui provengono, talvolta insieme ad altri ingredienti che li accompagnano nella materia prima.
Nei prodotti Curamour li trovi come Citrullus lanatus (Watermelon) fruit extract e Citrus paradisi (Grapefruit) fruit extract. Per i nostri prodotti non indichiamo un metodo di estrazione: la dichiarazione in etichetta è quella dell'ingrediente, come previsto dalla normativa.
Cosa controllare quando scegli un prodotto
In etichetta
- L'INCI completo, con il nome dell'ingrediente
- Gli altri ingredienti funzionali della formula
- Modalità d'uso chiare e avvertenze
- Il periodo dopo l'apertura (PAO)
Dal produttore
- Test svolti sul prodotto finito
- Notifica al portale europeo CPNP
- Informazioni chiare su origine e uso
- Promesse misurate, senza effetti miracolosi
Diffida dei prodotti che attribuiscono a un singolo ingrediente risultati spettacolari o immediati. Un cosmetico agisce sull'aspetto della pelle grazie all'insieme della formula e alla costanza d'uso, non a una parola sull'etichetta.
Gli esosomi nei prodotti Curamour
Tutti e quattro i prodotti Curamour contengono vescicole di origine vegetale da pompelmo e anguria, inserite in formule con ingredienti conosciuti come acido ialuronico, niacinamide e AHA. I prodotti sono realizzati da un laboratorio cosmetico in Emilia-Romagna con oltre quarant'anni di esperienza, sono dermatologicamente testati e notificati al portale europeo CPNP.

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Scopri il kit →Domande frequenti
Gli esosomi vegetali sono uguali a quelli umani o animali?
No. Hanno origine diversa e non vanno confusi. Nei cosmetici venduti nell'UE non sono ammessi ingredienti di origine umana; nei prodotti Curamour gli esosomi sono di origine vegetale.
Come riconosco gli esosomi in etichetta?
Dipende dall'ingrediente: spesso compaiono come estratto della pianta o del frutto da cui provengono. Nei prodotti Curamour li trovi come Citrus paradisi e Citrullus lanatus fruit extract.
Il metodo di estrazione è indicato sulla confezione?
Di solito no: l'etichetta riporta gli ingredienti, non i processi di lavorazione delle materie prime.
Un cosmetico con esosomi va bene anche per la pelle sensibile?
Dipende dalla formula completa, non da un singolo ingrediente. Leggi l'INCI, segui le indicazioni d'uso e, se la tua pelle è reattiva, prova il prodotto su una piccola zona prima di usarlo sul viso.
Dopo quanto tempo si vedono i risultati di una routine con esosomi?
La sensazione di pelle idratata si avverte già dalle prime applicazioni; per l'aspetto della pelle valuta dopo almeno 4-6 settimane di uso costante. I risultati variano da persona a persona.
Come si conservano i cosmetici con esosomi?
Come gli altri cosmetici: ben chiusi, in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole, rispettando il periodo dopo l'apertura indicato in etichetta.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un dermatologo. Approfondimenti: cosa sono gli esosomi in skincare, cosa dice la ricerca, come scegliere un siero con esosomi, tutti i prodotti.
Di Lorenzo Mugnai
Fonti
- Welsh JA e colleghi. Minimal information for studies of extracellular vesicles (MISEV2023). Journal of Extracellular Vesicles, 2024;13(2):e12404. doi:10.1002/jev2.12404.
- Molecular mechanisms and translational potential of plant-derived nanovesicles in skin care and regeneration. PMC13562905.
- Plant-derived exosome-like nanovesicles in dermatology. Journal of Nanobiotechnology, 2025. Leggi l'articolo.
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici. EUR-Lex.